VASTO – Nella Quarta domenica di Quaresima il viola incontra il rosaceo dei paramenti liturgici per ricordare che la Pasqua si avvicina e non ci si deve lasciar scoraggiare né spaventare dalla fatica. Il Parroco ha svelato l’immagine, incorniciata dai bambini del catechismo, che riportava un pellegrinaggio parrocchiale alla Grotta di Lourdes a significare che la SPERANZA RISOLLEVA e motiva il viaggio interiore che restituisce gioia. L’omelia è stata incentrata sul “bisogno di festa” che ogni uomo si porta dentro e che spesso porta ad andare lontano dal Padre; come accade al figlio minore della Parabola che esige l’eredità per cercare la felicità nella libertà, senza responsabilità senza impegno e senza regole. La fame ottiene però un viaggio importante, quello interiore: “allora ritornò in sé”, egli si rialza attratto dal profumo del pane che in quella casa era a disposizione anche dei servi. Il primo passo di ritorno scatena così la sorprendente corsa di quel padre che, commosso, abbraccia, bacia e riveste quel figlio della dignità perduta. Rientrando in se stessi si rientra nella propria casa e si comprende che la festa è duratura “dove si è amati”. Il padre della parabola ci rimanda al folle amore di Dio che non sopporta di perdere i suoi figli, nemmeno quello maggiore che non riusciva a far festa per il ritorno del fratello, che non sopportava la bontà del padre e che viveva in casa senza gioia, come costretto ai “lavori forzati”. Don Domenico ha ricordato che per entrambi i figli c’è un cammino di conversione per scoprire la gioia di quello star bene con le persone che ci amano, ricevendo il “tutto” nascosto nel dono. La parabola ricorda che noi abbiamo bisogno di perdono e ognuno – per dirsi veramente cristiano – deve perdonare gli altri smettendola di sentirsi superiore. La giornata è stata arricchita anche dalla presenza della “Sacra Ampolla” con il sangue scaturito nel 1566 dall’affresco dell’oratorio del Crocifisso in Ortona. Molti fedeli hanno potuto così fermarsi in chiesa e meditare sull’Amore di Dio che versa il sangue per tutti…amici e nemici perché la speranza risolleva, sempre.
UNA SPERANZA CHE RISOLLEVA
2025-03-31